Il duomo di San Giorgio è la chiesa madre o duomo della città di Modica che si staglia in altura, con tutta la sua imponenza, dominando tutta la cittadina.

Come tante altre chiese tardo barocche della Val di Noto anche quella di San Giorgio, così come ci appare oggi, è il risultato della ricostruzione dopo sisma del 1693. La sua origine è in parte oscura: si hanno notizie dell’esistenza di un edificio già nell’Alto Medioevo che poi venne distrutto nell’845 da parte degli arabi.

La chiesa fu poi ricostruita per volere del Conte Ruggero e affidata alle cure dell’abate Umberto, che la inaugurò tra il 1120 e il 1140. La prima fonte certa che parla dell’esistenza di questa chiesa è una bolla pontificia del 1150 di papa Eugenio III. L’attuale chiesa è sicuramente l’esemplificazione della teatralità barocca a cui contribuiscono sia la scelta strategica della posizione che la spettacolare scalinata.

Posta tra la parte alta e la parte bassa della città, in posizione scenografica e con il prospetto rivolto verso occidente, è l’architettura più imponente di Modica e di tutta la Sicilia sud-orientale.

Una massiccia ed elegante scalinata monumentale, con i suoi ben 260 gradini intervallati e circondati da giardinetti, precede la svettante facciata barocca della chiesa e crea un’ambientazione scenografica singolare.

La facciata a torre è scandita dalle colonne che la dividono in 5 campate dove si alternano forme concave e convesse che donano movimento e plasticità alla struttura.

Sopra il portale principale della chiesa è esposta l’armatura del Conte Ruggero d’Altavilla, a ricordo della tradizione secondo la quale la chiesa fu fondata proprio dal primo “Gran Conte di Sicilia”.

Il duomo, all’interno, è in stile romano a croce latina e presenta cinque navate con cinque portali esterni corrispondenti e quattro ordini di colonne di pietra. Nella parte centrale dove le navate intersecano il transetto si innesta una cupola, accanto a due cupolette laterali, che si innalza per 36 metri.